Chianti: natura, vino e buona cucina

Chianti: una parola sola per indicare un vino famoso, il territorio che lo produce; ma anche un olio di eccellenza, una cucina, un paesaggio caratteristico, boscoso, di bellezza “grande” ma naturale. Espressione di un territorio diviso per tutto il Medioevo fra Firenze e Siena, cioè tra Guelfi e Ghibellini. Negli anni i territori del Chianti sono diventati punto di riferimento per le vacanze dedicate al relax alla buona cucina ed alla natura.
Oggi se si desidera fare una vacanza charmant in un luogo in cui non mancano cultura, arte, ottima enogastronomia e ricettività di alto livello, sicuramente la meta più ambita è proprio quella del Chianti.
Organizzare un fine settimana in un B&B a Montepulciano per esempio, dove poter assaggiare il buonissimo vino della zona ma non solo, anche visitare le bellezze del paese è sicuramente un desiderio di tutti proprio perché la Toscana ed il Chianti sono mete gettonatissime. Se poi si decide di fare un viaggio itinerante per tutta la regione ovviamente il consiglio è quello di fermarsi anche nel capoluogo: Firenze: la culla del Rinascimento saprà così essere il coronamento di un itinerario interessante, divertente e… succulento.
Agriturismo, Toscana, Chianti. La domanda di agriturismo in agosto premia le regioni agrituristiche “minori”

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La domanda di agriturismo in agosto premia le regioni agrituristiche “minori”
Una indagine di Agriturist sul mercato dell’agriturismo nel mese di agosto 2009, basata sul movimento di visitatori di www.agriturist.it, evidenzia le preferenze di italiani e stranieri per le diverse regioni
Anche la Toscana, regina incontrastata dell’agriturismo italiano, deve fare i conti con la crisi. Lo evidenzia uno studio di Agriturist sulle ricerche compiute, da italiani e stranieri, tramite il portale internet www.agriturist.it durante il mese di agosto 2009, a confronto con agosto 2008. Nonostante la buona tenuta della Maremma, e in generale della domanda interna, la regione di Firenze e Siena lascia sul campo un 12% di contatti con punte di -25% per i francesi e -15% per inglesi e tedeschi.
Torna invece a sorridere la Campania, passata, nelle preferenze di italiani e stranieri, dal 5° posto della scorsa estate (quando mordeva l’emergenza rifiuti) al 2° posto di questa estate. Ma anche qui gli stranieri latitano, confermando i bassi livelli di preferenza del 2008 (6° per gli inglesi, 9° per i francesi, 12° per i tedeschi), per cui la ripresa si deve soprattutto al ritorno degli ospiti italiani.
Di segno opposto, secondo quanto registrato dal portale internet www.agriturist.it, la crescita delle scelte verso la Sardegna che, nella classifica delle preferenze complessive, è passata dal 10° all’8° posto proprio grazie ad un 75-80% di incremento della domanda estera.
Avanzano, grazie agli stranieri (soprattutto tedeschi), anche Trentino Alto Adige (+50%), Friuli Venezia Giulia (+29%), Piemonte (+20%), ed Emilia Romagna (+17%), nel segno di una vacanza in Italia, ma… senza fare troppa strada e sostenere troppa spesa. Orientamento confermato anche dalla crescita del 35% registrata dalla Valle d’Aosta, per merito soprattutto dei confinanti francesi, le cui richieste verso la Valle sono aumentate del 90% rispetto ad agosto 2008. Il +25% registrato dalla Basilicata è invece attribuito, dallo studio di Agriturist, alla crescita della domanda interna. Veniamo ai segni negativi. L’Abruzzo sconta le conseguenze del terremoto con un -35% dovuto prevalentemente alla contrazione delle richieste degli italiani, così come la Puglia (-13%) e la Calabria (-12%); si devono invece alla latitanza dei tedeschi (rispettivamente -54%, -48% e -39%) le flessioni di ricerche via internet indirizzate verso Marche, Umbria e Sicilia. Risultati sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, infine, sono stati rilevati da Agriturist per Lombardia, Liguria, Veneto, Lazio e Molise. Lo studio delle ricerche effettuate tramite il portale internet www.agriturist.it – precisa l’Associazione agrituristica di Confagricoltura – non può documentare gli esiti dei contatti fra domanda e offerta in termini di prenotazioni portate a buon fine, ma rappresenta un indicatore delle destinazioni preferite, utile ad orientare non più rinviabili politiche, statali e regionali, di efficace promozione dell’agriturismo. Via: www.agriturist.it
